Le Orme-Il Fiume:
Uno dei più grandi gruppi Progressive della scena Italiana che si perde parzialmente cosi come praticamente tutti gli altri negli anni ’80 quando il pop tornava alla ribalta insieme alla nascita della New Wave e del Punk. Tornano nel 1996 con un nuovo tastierista, Michele Bon, e con un disco di meravigliosa bellezza, Il Fiume. Le copie vendute saranno presso meno 50.000 considerando anche la piena rinascita del gruppo colmata anche da un nuovo suono orientale con l’utilizzo del Sitar, tipico strumento indiano che Aldo Tagliapietra osservava da tempo. Madre Mia e la title trackdiventeranno anche brani riproposti nelle track-list di numerosi live. E’ la conferma che, quando si tratta di certa musica, il talento e lo stile inconfondibile non muoiono mai.
VOTO: 8
Deep Purple-Come Taste The Band:
Fondatori dell’hard rock assieme ai Led Zeppelin e dei primi spunti heavy metal, nel 1974 cambiano formazione con l’abbandono di Ian Gillan e Roger Glover sostituiti da David Coverdale e Glenn Hughes che formeranno un mix di voce profonda e acuta perfetto. Sforneranno due bellissimi album, rispettivamente alla posizione 3 e 6 della classifica di Billboard, Burn (1974) e Stormbringer (1974) prima di comporre Come Taste The Band con Tommy Bolin alla chitarra. Possiamo considerarlo uno degli album più sottovalutati del gruppo, forse dovuto all’abbandono di Ritchie Blackmore. L’album presenta risvolti blues e il classico virtuosismo della band, brani come Love Child e You Keep On Movingdiventeranno simbolo di questa formazione prima di lasciare la scena dopo la tragica morte di Tommy Bolin. Su billboard l’album si classifica diciannovesimo ma a distanza di tempo è molto apprezzato dai fan.
VOTO: 7,5
Grand Funk Railroad- E Pluribus Funk:
Una band che negli USA dava filo da torcere ai Led Zeppelin e ai Deep Purple ma che al di fuori della nazione è sempre stata semisconosciuta. La bravura dei componenti è invidiabile, soprattutto la voce incredibile del loro chitarrista Mark Farner. Un gruppo sottovalutato che conseguentemente ha prodotto album sottovalutati come lo splendido E Pluribus Funk. Quest’album oltre che essere di prelibata fattura ha lasciato canzoni come Footstompin’ Music e Loneliness che sono diventate pezzi fondamentali in ogni concerto. E’ un album dotato di grande energia ma anche elaborato in alcuni frangenti che rimandano al tipico progressive della loro era,gli anni ’70. Canta spesso anche Don Brewer, il batterista, dotato di una voce più potete ma meno alta rispetto a Farner. Il gruppo e lo stesso album sono raramente citati nelle riviste di settore e nella musica in generale.
VOTO: 7

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