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domenica 17 aprile 2011

15 secondi con Mike Portnoy: un sogno realizzato

Tutti stimano delle persone, tutti hanno degli idoli. Tutti dovrebbero essere altruisti e aiutare gli altri, forse facendo musica si è altruisti perchè la tua musica può far emozionare, può farti commuovere, può colpirti, può ispirarti, la coltivazione delle proprie passioni è un concetto che ti induce a pensare che non stai sprecando la tua vita. Eccomi qui, questo sono io, un ragazzo che si emoziona con la musica e che si è circondato di idoli col passare del tempo, uno in particolare: Mike Portnoy. Cosi come tutto anche gli idoli sono personali, questo è il mio, c'è chi lo critica, chi lo ama alla pazzia, ecco perchè tutto diventa personale. Se conoscete il brano "The Great Debate", canzone che mi fece scoprire i Dream Theater, gruppo che adesso è diventato indelebile per me, potreste già capire l'impatto che ho avuto con questo batterista, che in realtà definirlo semplicemente batterista per me è veramente riduttivo. La sua entrata era un prologo spettacolare per una canzone da alti ritmi e altamente carica di virtuosismo e accelerazioni repentine, per me era un qualcosa di nuovo. E allora cosa si fa quando qualcosa ti colpisce? Si va a cercare! Si va a conoscere ancora di più e più conosci, più rimani stupito e più hai voglia di guardare e di conoscere, cosi credo di aver visto ogni suo solo, credo di aver sviluppato e conosciuto ogni suo progetto e ogni sua ispirazione, è stata una catena. Gradualmente la mia passione si è accentuata e dai video musicali ho avuto modo di guardare anche la sua simpatica pazzia e di cominciarlo a stimare anche come uomo, questo forse dopo che mi innamorai di un altro brano: Octavarium, che fu la mia completa esplosione di passione musicale per i DT.

Era un giorno speciale per la mia famiglia, mio fratello passò l'esame di ammissione in Odontoiatria facendo quarto su non ricordo quante migliaia. Quello fu il giorno in cui Mike, per un motivo che ancora non riesco a capire, lasciò i Dream Theater, fu per me un giorno tristissimo e non riuscivo a sentire un brano in cui lui suonasse senza avere uno sfondo mentale di grande delusione e nostalgia, nessuno potrà mai sostituirlo alla perfezione. Eppure nonostante le critica ho continuato a seguirlo e sono arrivato a scoprire il suo tour di "Meet & Greet", cavolo! Mike a Roma! Potrò stringergli la mano!

Forse sarò stato uno dei primi a prenotare, ancora non esistavano i "biglietti da andare a prendere" per entrare nel Teatro Aurelio. Arrivatò lì ero nervoso, aspettavo dietro a una fila sorprendentemente lunga. Avevo portato dischi, dvd, bacchette, e arrivai lì davanti a lui.

"Hello" disse Mike, foto e autografo, mi girai e mi diedi il pugno sul cuore e lui mi guardò e disse "Thank You", tutto qua, 4 ore di viaggio per 15 secondi di emozione, non ho potuto fargli firmare più di un poster, non ho potuto fargli nessuna domanda, ma insomma... lasciamo stare le parole, potete capire come mi sono sentito per tutto il resto della giornata.

Ebbene fate finta che questa sia una recensione fatta su qualcosa ma con gli occhi di un appassionato che realizza un sogno, è semplicemente una fuori uscita di parole che dovevo necessariamente scrivere per mantenere un'adrenalina che mi aiuta ad essere sempre più attivo di quanto lo sia già. Grazie Mike, nonostante ti sarai scordato di me 5 secondi dopo forse, poco importa, la mia stima rimarrà sempre, le emozioni poi... quelle non si possono cancellare.

Grazie

(ale)

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